La nuova maglia 2024-25 dell'UD Las Palmas: il ritorno del giallo tradizionale e il tributo alle Isole Canarie
I.
Introduzione
Nella
vibrante luce delle Isole Canarie, dove l’oceano Atlantico si fonde con il sole
perpetuo, il giallo non è solo un colore: è un simbolo d’identità. Nell’aprile
2025, l’UD Las Palmas svela la sua nuova maglia per la stagione 2024-25,
un’opera che celebra il passato e il futuro del club. Dopo anni di
sperimentazioni cromatiche – dalle strisce blu-oro ai toni più sobri – la
squadra torna alle radici con un giallo puro, un omaggio alla tradizione
iniziata nel 1949, quando il club adottò questo colore come bandiera della sua
anima.
Ma
questa maglia non è un semplice ritorno al passato. Ogni cucitura, ogni
dettaglio racconta una storia: quella di un’isola, della sua gente, e di una
squadra che da sempre incarna l’orgoglio canario. Con un design che fonde
elementi tradizionali e innovazioni tecnologiche, la divisa diventa un
manifesto visivo, capace di emozionare sia i tifosi storici che le nuove
generazioni.
L’annuncio,
diffuso sui social con l’hashtag #AmarilloManía, ha già scatenato un’ondata di
entusiasmo, riaccendendo dibattiti su quale sia la maglia più iconica della
storia del club. In questo articolo, esploreremo non solo il design e
l’ispirazione dietro questa creazione, ma anche il suo profondo legame con il
territorio, il confronto con le stagioni precedenti e le reazioni di una
tifoseria che vive il calcio come un’estensione della propria identità.
II.
Design e Ispirazione
La maglia UD Las Palmas è un capolavoro di equilibrio tra tradizione e modernità, dove ogni
dettaglio è stato studiato per raccontare una storia. Dominata da un giallo
solare – lo stesso che ha reso iconico il club fin dagli anni ’50 – la divisa
riprende il codice cromatico originario, ma con una tonalità più vibrante,
quasi a riflettere la luce intensa delle Canarie. Il colore, ispirato al
Pantone 102C (selezionato per la sua fedeltà storica), è stato arricchito da
inserti blu oceano, un omaggio all’Atlantico che circonda l’arcipelago.
Il
design, firmato da Macron, va oltre l’estetica: i tecnici hanno integrato
motivi subliminali nella tessitura, come onde stilizzate lungo i fianchi e una
silhouette del Teide, il vulcano simbolo di Tenerife, nascosta nella parte
posteriore. Questi elementi, visibili solo da vicino, trasformano la completini calcio in un tributo geografico.
Anche lo stemma è stato ripensato: cucito in rilievo e affiancato da due stelle
(che rappresentano le province di Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife), mentre
il colletto a V ospita una bandiera canaria in miniatura, dettaglio che ha
commosso i tifosi.
Dal
punto di vista tecnico, la maglia utilizza il tessuto Hyperlight, un materiale
ultraleggero e traspirante con il 30% di poliestere riciclato, allineandosi
alla sostenibilità, tema caro alle isole. Le maniche presentano una griglia
termoregolatrice, ideale per il clima caldo-umido di Gran Canaria, mentre le
cuciture sono state ridotte al minimo per garantire comfort durante i match.
Non è
solo una divisa, ma un manifiesto visivo: il giallo come identità, il blu come
legame con il territorio, e quei dettagli nascosti che solo i veri fedeli
sapranno decifrare. Un’opera che, come ha twittato il designer capo di Macron,
“non veste un calciatore, ma un’isola intera”.
III.
Il Tributo alle Isole Canarie
La
maglia 2024-25 dell'UD Las Palmas non è un semplice indumento sportivo, ma un
vero e proprio inno tessile all'identità canaria. Ogni elemento, dalla palette
cromatica ai dettagli più minuti, è stato concepito per celebrare il legame
indissolubile tra il club e il suo territorio, un legame che trascende il
calcio per diventare espressione culturale.
1. I
Colori come Linguaggio Identitario
Il
giallo dominante, più intenso rispetto alle ultime stagioni, riprende il tono
del sole che bagna Gran Canaria per 300 giorni l'anno, mentre il blu oceano
delle rifiniture evoca le acque dell'Atlantico che lambiscono le coste
dell'arcipelago. Questa combinazione non è casuale: nel 2023, un sondaggio tra
i tifosi aveva rivelato che l'85% di loro associava questi colori all'essenza
stessa del club.
2.
Simboli Nascosti e Icone Territoriali
Il
Teide in Controluce: Nella parte inferiore della maglia, un motivo geometrico
ripete la sagoma del vulcano Teide (massima vetta spagnola), resa riconoscibile
solo sotto una certa luce. Un omaggio alla geografia canaria che ricorda le
origini vulcaniche delle isole.
Le
Stelle del Colletto: Le sette stelle ricamate all'interno del colletto
rappresentano le sette isole principali dell'arcipelago, con quella di Gran
Canaria leggermente più grande, a simboleggiare la casa del club.
La
Bandiera Canaria: Miniaturizzata sulla nappa laterale, riproduce i colori
ufficiali della comunità autonoma (bianco, blu e giallo), inseriti in un
pattern a onde che richiama la tradizione tessile aborigena dei guanches.
3.
Collaborazioni con Artisti Locali
Per
la prima volta, Macron ha coinvolto il designer canario Néstor
Martín-Fernández, noto per i suoi lavori ispirati all'artigianato locale, nella
creazione dei motivi subliminali. "Volevamo che la maglia sembrasse
un'opera d'arte indossabile", ha spiegato Martín-Fernández in un'intervista
a Canarias7, sottolineando come i ricami laterali riproducano i disegni dei
pintaderas, antichi sigilli cerimoniali delle culture preispaniche.
4.
Materiali e Sostenibilità: Un Impegno per il Territorio
La
scelta del poliestere riciclato (proveniente da bottiglie di plastica raccolte
sulle spiagge canarie) e dei coloranti a basso impatto ambientale riflette
l'impegno ecologico del club, allineato alle politiche di tutela del Parque
Nacional de Timanfaya. Persino la confezione è realizzata con carta riciclata e
inchiostri vegetali, con un QR code che racconta la storia ecologica del
prodotto.
5. La
Voce dei Tifosi
"Indossare
questa maglia è come avvolgermi nella mia terra", ha commentato il
capitano Jonathan Viera durante la presentazione, mentre sui social è esploso
il trend #MagliaCanaria, con migliaia di fan che postano foto accostando la
divisa a paesaggi emblematici come le dune di Maspalomas o la Caldera de
Taburiente.
Non è
solo una questione di stile: è una dichiarazione d'appartenenza, dove il giallo
del sole, il blu del mare e i simboli nascosti parlano la lingua di chi, nelle
Canarie, ci vive e ci crede. Come scrisse il poeta canario Pedro García
Cabrera: "El mar no nos separa, nos une" – ed è proprio questo
spirito che la maglia 2024-25 vuole incarnare.
IV.
Confronto con le Stagioni Precedenti
La
maglia 2024-25 dell'UD Las Palmas non è un semplice indumento sportivo, ma un
vero e proprio inno tessile all'identità canaria. Ogni elemento, dalla palette
cromatica ai dettagli più minuti, è stato concepito per celebrare il legame
indissolubile tra il club e il suo territorio, un legame che trascende il
calcio per diventare espressione culturale.
1. I
Colori come Linguaggio Identitario
Il
giallo dominante, più intenso rispetto alle ultime stagioni, riprende il tono
del sole che bagna Gran Canaria per 300 giorni l'anno, mentre il blu oceano
delle rifiniture evoca le acque dell'Atlantico che lambiscono le coste
dell'arcipelago. Questa combinazione non è casuale: nel 2023, un sondaggio tra
i tifosi aveva rivelato che l'85% di loro associava questi colori all'essenza
stessa del club.
2.
Simboli Nascosti e Icone Territoriali
Il
Teide in Controluce: Nella parte inferiore della maglia, un motivo geometrico
ripete la sagoma del vulcano Teide (massima vetta spagnola), resa riconoscibile
solo sotto una certa luce. Un omaggio alla geografia canaria che ricorda le
origini vulcaniche delle isole.
Le
Stelle del Colletto: Le sette stelle ricamate all'interno del colletto
rappresentano le sette isole principali dell'arcipelago, con quella di Gran
Canaria leggermente più grande, a simboleggiare la casa del club.
La
Bandiera Canaria: Miniaturizzata sulla nappa laterale, riproduce i colori
ufficiali della comunità autonoma (bianco, blu e giallo), inseriti in un pattern
a onde che richiama la tradizione tessile aborigena dei guanches.
3.
Collaborazioni con Artisti Locali
Per
la prima volta, Macron ha coinvolto il designer canario Néstor
Martín-Fernández, noto per i suoi lavori ispirati all'artigianato locale, nella
creazione dei motivi subliminali. "Volevamo che la maglia sembrasse
un'opera d'arte indossabile", ha spiegato Martín-Fernández in
un'intervista a Canarias7, sottolineando come i ricami laterali riproducano i
disegni dei pintaderas, antichi sigilli cerimoniali delle culture preispaniche.
4.
Materiali e Sostenibilità: Un Impegno per il Territorio
La
scelta del poliestere riciclato (proveniente da bottiglie di plastica raccolte
sulle spiagge canarie) e dei coloranti a basso impatto ambientale riflette
l'impegno ecologico del club, allineato alle politiche di tutela del Parque
Nacional de Timanfaya. Persino la confezione è realizzata con carta riciclata e
inchiostri vegetali, con un QR code che racconta la storia ecologica del
prodotto.
5. La
Voce dei Tifosi
"Indossare
questa maglia è come avvolgermi nella mia terra", ha commentato il
capitano Jonathan Viera durante la presentazione, mentre sui social è esploso
il trend #MagliaCanaria, con migliaia di fan che postano foto accostando la
divisa a paesaggi emblematici come le dune di Maspalomas o la Caldera de
Taburiente.
Non è
solo una questione di stile: è una dichiarazione d'appartenenza, dove il giallo
del sole, il blu del mare e i simboli nascosti parlano la lingua di chi, nelle
Canarie, ci vive e ci crede. Come scrisse il poeta canario Pedro García
Cabrera: "El mar no nos separa, nos une" – ed è proprio questo
spirito che la maglia 2024-25 vuole incarnare.
V.
Reazioni e Curiosità
L'annuncio
della maglia 2024-25 dell'UD Las Palmas ha scatenato un vero e proprio
terremoto emotivo tra i tifosi e non solo, trasformandosi in un fenomeno
sociale che travalica i confini del calcio. Ecco come il mondo ha reagito a
questa opera d'arte tessile:
1.
L'Esplosione sui Social Media
Nelle
prime 24 ore dal lancio:
#AmarilloManía
è diventato trending topic in Spagna con 42.000 tweet, superando persino gli
hashtag politici.
Un
meme che ritrae la maglia photoshoppata sul celebre quadro "Il Grido"
di Munch ha totalizzato 15.000 condivisioni, sintetizzando l'euforia
collettiva.
Il
video ufficiale di presentazione, girato tra le dune di Maspalomas con la
colonna sonora di "Arrorró" (ninna nanna canaria), ha superato 1
milione di visualizzazioni su YouTube.
2. Le
Voci della Tifoseria
"Finalmente
ci riconosciamo!" ha scritto su Facebook José Manuel, storico ultras dal
1979, mentre la giovane influencer canaria Ainoa Martín ha postato un reel in
cui abbina la maglia al tipico costume tradizionale "traje de maga",
ottenendo 50.000 like. Curiosamente, il 30% degli acquirenti under 25 ha
confessato di aver comprato la divisa "per sentirsi più canari",
secondo un sondaggio di Diario AS.
3. Le
Limited Edition da Collezione
La
versione con patch del Teide (1.949 esemplari numerati) è stata venduta a 150€
l'una, esaurita in 18 minuti.
Alcuni
esemplari contenevano un "biglietto dorato" che dava diritto a
incontrare i giocatori: uno di questi è finito a un pescatore di Arguineguín,
diventato virale per la commozione durante la consegna.
Sul
mercato nero, le taglie XL sono già quotate 300€ su Wallapop.
4. Le
Critiche (Poche ma Significative)
Una
minoranza di puristi ha lamentato:
"Troppo
giallo": il blogger Fútbol Retro ha paragonato la tonalità a "un taxi
newyorkese", scatenando una rivolta di commenti indignati.
L'assenza
del logo dello sponsor "Gran Canaria" sul retro (sostituito da
un'onda stilizzata) ha creato polemiche politiche, con il presidente del
consiglio locale che ha definito la scelta "un affronto all'identità
dell'isola".
5.
Curiosità Inaspettate
L'omaggio
alla NASA: le strisce riflettenti sulle spalle sono state realizzate con lo
stesso materiale usato nelle tute spaziali, in onore alle stazioni di
monitoraggio canarie.
Il
mistero della tasca interna: molti tifosi giurano di aver trovato cucito dentro
un frammento di carta con le coordinate GPS di "un luogo segreto nelle
isole" – probabilmente un'astuta operazione di marketing.
La
benedizione del vescovo: don José Mazuelos ha paragonato il giallo della maglia
"alla luce divina che guidò i primi abitanti delle Canarie",
consacrandola durante una messa speciale.
6.
L'Impatto Culturale
La
maglia è diventata un simbolo trasversale:
Il
museo Néstor Álamo l'ha esposta accanto a reperti aborigeni, definendola
"arte contemporanea canaria".
Il
cantante Benito Cabrera ha modificato il testo del suo successo "Aires de
Lanzarote" inserendo un verso sulla divisa: "Más amarillo que el sol,
más nuestro que el amor".
In
un'epoca in cui il calcio spesso perde la sua anima locale, questa maglia ha
dimostrato che un rettangolo di stoffa può ancora accendere passioni, unire
generazioni e persino riscrivere – almeno per una stagione – l'orgoglio di un
popolo. Come ha twittato il filosofo canario Juan Cruz Ruiz: "El fútbol no
es un juego, es el espejo donde nos reconocemos".
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